Il gruppo di
Vallerona su
Vallerona On Line: il primo sito del Comune di Roccalbegna - Ultimo Aggiornamento: 14 Maggio 2015
VITA IN PAESE
Storia e Territorio
Sagra e Feste
Iniziative Culturali
Itinerari
...in Bianco e Nero
Tradizioni
Eventi
Dove Dormire
Dove Mangiare
Foto e Video
Speciale Tornei
Prossimi Eventi

 

 

 

 

Aggiornamenti Torneo di Murci 2009


Per gli articoli sull'aggressione ad Ettore clicca qui

Vallerona On Line...Seconda Edizione !!!

La Speranza e il Riscatto dell’Amiata: David Lazzaretti.

David Lazzaretti simboleggia la protesta della gente dell’AMIATA, allora prostrata economicamente, disagiata, e incanala l’anelito di speranza in una visione mistica, sociale, sicuramente moderna, e da scoprire...

L’umanità giace come sepolta nel mortifero sonno del peccato. Partiti e Chiese vanno contro Dio. Il mondo è seminato di ogni vizio, Satana attende a un bel ricco raccolto. Si sdegna il Padre Eterno. Ci punisce? No: c’é Maria che gli offre un suo figlio. Qui sulla terra allora nasce un bimbo, ha doppia lingua, e certi doppi occhi. Una lingua di bocca sparirà, restan degli occhi due cerchi sul pene. Il padrino lo sta per battezzare... e sente dentro una voce che dice: “Ecco Re David, che regna sui giusti”...

È il 1834, ad Arcidosso.. David Lazzaretti vede la luce, in famiglia modesta, nella casa paterna situata sotto la Torre dell’Orologio. Secondogenito di sette fratelli, si trova a condurre carri di legna e carbone, e a passare molto tempo nei boschi, in lunghe ore di meditazione...

Il ragazzino viaggia di barroccio e si ritrova solo dentro un bosco. Compare un Vecchio Frate sopra un mulo, gli annuncia: “Tu sei uomo di mistero! Un giorno tu saprai la tua missione.”E gli stringe la mano così forte, che David ci rimane tramortito..

Davide è un ragazzo onesto, sveglio, a cui piacciono le donne, fumare e l’osteria. Si sposa nel 1856, per amore, e diventa padre di cinque figli. Va volontario con il Re d’Italia, contro il Papa nel ’59, poi viene imprigionato ingiustamente per aver sepolto un uomo. Congedato, ritorna alla famiglia. Poi, nel 1868...

INCONTRO DEL MAESTRO

Un’altra febbre convulsa. Vede, nel mare in tempesta infernale, un Vecchio sopra una barca di bronzo. Porta un turbante, lunghe vesti nere e rema con vigore fino a riva. Pianta il remo di bronzo nella spiaggia, ci ormeggia la sua barca sballottata che vibra stranamente come un’arpa. Gli si svela: “Sono sempre quel tuo Frate! Oggi l’inferno è proprio scatenato, guarda ciò che succede e non temere”. Dal mare allora emergono 3 mostri, 3 belve sbucano dalla foresta, ma un Pacifico Leone è sulla spiaggia, li uccide tutti e 6, uno via l’altro.
La bufera disperde ogni carogna, cala un’aureola di arcobaleni che circonda il Pacifico Leone, e lo fa scomparire in una nuvola. Davide monta in barca con il Vecchio, viaggiano fino al Paese dei Grandi.
Qui lega la sua barca a un grande Albero, stupefacente di splendidi frutti, poi c’è un giardino dai fiori divini, con 3 fontane ch’escono ai tre lati di una roccia. Sulla roccia, una scritta misteriosa: Iudicium Dei. Hic vir pulvis est.
Il Vecchio torna con due melagrane, piena di semi dai mille colori. Una la mangia lui, l’altra è per David che prova indescrivibili delizie. Il frutto gli fa sete, perciò beve, ma da 3 fonti... e si sente rinascere.
Il Vecchio dice una parola arcana e lì scatta un coperchio nella roccia. Ne cava un libro e legge: “Tu, David! Che fosti giusto e devoto a Maria, la tua missione è il risveglio dei popoli! Dillo al Papa, se lui poi non ti crede, trovati un certo convento nel Lazio, lì prega ritirato in solitudine. Se il Papa vuol sapere chi ti manda, digli: “Colui di cui tenete il posto”. Qui scoppia un grosso tuono a ciel sereno e un lampo irradia la testa di David... che si sveglia tra brividi nel letto.

Davide parte, arriva in Vaticano ma qui lo trattano tutti da pazzo. Costruisce un santuario in Arcidosso e di un eremo sul Monte Labro, che è l’altura più meridionale del gruppo del Monte Amiata.

Gente devota, da ogni paese, prega con David davanti alla grotta. La notte resta solo, in penitenza. Qui ricompare il Frate, David trema. “Ma che tremi? O non sono la tua guida?[...] Devi vincere l’incredulità. Scrivi al Papa di fare 1000 medaglie: se lui non vuole, coniale tu stesso. Servono ai 1000 santi Crociati che arruolerai nella sacra missione. Intanto resta in grotta, e prega in pace.”
Davide fa la domanda al Vaticano, ci allega le due ultime Visioni ma il Serpe qui ci mette la sua coda e arriva al Papa un’altra relazione, che lo scheda da pazzo e da impostore.

La Polizia Papale lo maltratta, e lo manda in esilio dall’Italia. David porta pazienza, mura la grotta perché non c’entrino le greggi, e parte. Ma sulla strada...

A notte già fonda, incontrerà san Pietro e San Michele. “Uomo! Ferma i tuoi passi e torna indietro” e tutti insieme fanno dietro- front. Il Vecchio lo conforta nei rimorsi che David prova nei confronti della famiglia. Il Giovane gli narra che l’Inferno è già in subbuglio per la sua missione ma col suo aiuto, nulla è da temere. Passando dal chiesina di Fra Mikus, una luce abbagliante desta il frate: è David che, su ordine di Pietro, gli ordina del cibo su alla grotta. Poi scompare e, nel lampo di un istante, si trova dentro alla grotta murata. Mikus intanto non chiude più occhio: ha paura di aver visto un diavolo. All’alba fa una schiaccia, va alla grotta, sente David chiamarlo oltre quel muro. “Ma come entrato sei tu? Per miracolo?”. Fa un buchino, infila la sua schiaccia... e lo imbocca così per 40 giorni.

IL BATTESIMO NEL FUOCO

Finché un 7° lampo apre la grotta. “Gesù e Maria salvatemi dal male!” Davide si rannicchia in una crepa e s’imbacucca nel mantello. Poi, fattosi coraggio, guarda intorno, vede un enorme fuoco profumato. Sente una voce scendere dall’alto: “Uomo! Questa mia fiamma non annienta, ma ti farà saggio nel Volere. Alzati dunque e mi ubbidisci ancora! Io ti eleggo Monarca e Messaggero”.
Davide fa 3 passi e come un cuoco, che butti della carne su una griglia, getta tutto se stesso dentro al fuoco. Sente salirgli dentro piano piano, su dai piedi, qualcosa di assai strano, come un profumo caldo nelle vene. Il fuoco poi scompare in un istante e lascia David tutto luminoso Lui sente che il suo spirito è di fuoco [...].

David incontra molto successo tra le masse, e il clero e i vescovi della zona devono assecondarlo, perché le chiese di montagna sono deserte, quando “Santo David” predica.
Ma non predica solamente: scrive libri, opuscoli, trattati, e la fama si diffonde oltre il Monte Labro, fino alle campagne intorno a Grosseto, a Scansano, ma anche nell’Aretino.

L’esperienza sociale giurisdavidica

Ciò che ne nobilita il messaggio, e lo rende attuale, al contrario di tanti altri predicatori, è il campo di Cristo e la Comunità delle Famiglie Cristiane: esperienze di lavoro collettivo e comunione di beni.
Le affinità con le esperienze marxiste e le filosofie sociali rimangono stupefacenti, e l’esperienza giurisdavidica assurge quasi a ruolo di precursore.
Un centinaio di famiglie dell’Amiata si erano organizzate per dar luogo ad una collettività basata sulla distribuzione dei frutti della terra a seconda del lavoro svolto e del bisogno, una collettività in cui si promuoveva l’estensione del voto per le donne, l’obbligo di scuole gratuite, conquiste molto più tarde della nostra società moderna.
In questo esperimento, David è fondamentale: la massa obbedisce ai suoi insegnamenti, si prodiga per far funzionare questa società libera e senza classi.

IL LIBRO DEI FIORI CELESTI

Nell’Eden, tutto quanto era in comune ma il Serpe ci guastò il bene sociale con l’egoismo e il furto della terra. Dio ci mandò il Diluvio, poi Noè ripristinò la società comune, fino a che Cam non la rifece a pezzi. Daccapo poi Mosè, con Israele, formava un nuovo popolo sociale, ma il Sinedrio disfece l’uguaglianza. Poi, come vero capo socialista, ci venne a liberare Gesù Cristo. Però la Chiesa sua si fa bottega, Iddio è sdegnato, ci distruggerebbe ma David rifà la società... e guai celesti per chi non ci sta.
Intanto qui lavorano in comune e un canto sacro riempie tutti i campi. Si tira avanti con amore, uniti a fabbri, falegnami e sarti, calzolai, muratori e bottegai. Si prega, si lavora e si delibera, in assemblee che Davide presiede, con la vera dottrina di Gesù.

David diventa popolare: non può più girare con il carretto, prende un podere sul Monte Labro, a mezzadria dal Vichi, suo compare. E qui risiede con la sua famiglia, con la comunità, e predica.
La gente lo ascolta, e David parla tutto il giorno, e indovina anche molti avvenimenti.
Non gli resta più tempo per i campi, sicché i fedeli vogliono aiutarlo: vengono in 180 e, tutti insieme, gli vangano un gran campo in un sol giorno.
Davide lo chiamò Campo di Cristo.
Ma c’è dissenso con la Chiesa di Roma, con le autorità civili, anche perché la società borghese rimane intimidita dai primi movimenti popolari, legati in Italia alla pratica del brigantaggio e ai primi scioperi operai.
Il clero, la Chiesa, non possono più far finta di niente: David ne contesta il potere, il rango.

Vedo 7 terribili animali che governano questo nostro mondo. Partoriscono un Mostro a 10 corna. Ha 7 teste, vomita giù piaghe, che infettano la terra l’atmosfera. Han fatto puzzolente tutta l’aria, chiunque la respira sviene e muore. Ma il frutto della croce può salvarci. Vedo un Monte con delle costruzioni. Ne sorge una gran nuvola di fuoco che disinfetta quelle 7 piaghe e fulmina di tuoni e di saette contro il Mostro e i sette genitori.
Vedo 12 angeli nunziali ciascuno con la tromba e 4 ali. In cima al Monte vedo una bandiera che ci raccoglie per l’ultima lotta. Vedo una donna gravida che grida e un Drago Rosso con le fauci aperte, vuol divorare il figlio che le nasce. Ma questo ha da regnare sopra il mondo, perciò Dio lo rapisce su nel cielo. Il Drago giù, perseguita la donna e fa un lago di sangue sulla terra... così immenso che poi ci annega dentro, con le altre 7 bestie e il loro Mostro.
Davide deve rimettersi all’opera per realizzare queste previsioni. È ritornato al Monte Labaro perché il vessillo nuovo del Diritto sventoli alto sopra le nazioni, a ferragosto, con canti e suoni.

Ma David Lazzaretti muore ad Arcidosso, sotto il piombo della repressione il 18 agosto 1878, e il movimento perseguitato e punito.

Cantati gli inni, Davide innalza il 7° vessillo: con 3 leoni, la croce e i 2 C. ci spiega che le due C sono le iniziali del Cristo puro e Cristo impuro, ma pure 2 metà del santo Cerchio il cui centro illumina il creato.
La Croce è il centro, sotto: un’altra Croce, che è il distintivo dell’arruolamento nelle Sante Milizie dello Spirito.
Domani c’è il Fierone, a Santa Fiora, sicché già in folla salgono su al Monte e seguono la bella processione. Gli si domanda cos’è la Repubblica. Risponde “L’ha fondata Gesù Cristo, non c’è bisogno più di re né preti. La sua Legge di Grazia ora finisce e ne subentra quella di Giustizia. La siglo col mio sangue... e lo vedrete.”

TRAGEDIA, ULTIMO ATTO

Dopo la curva, in processione, c’è la Polizia. Gli gridano: “Tu sciogli il tuo complotto!”. “Io non complotto: fo processione... vi s’è pagata l’autorizzazione”. Partono sassi contro ai poliziotti, il Brigadiere urla: “Fermo o sparo!”. Davide grida ai suoi: “Voi non colpite!” e gli altri “Se volete, porto pace, ma se volete sangue, ecco il mio petto!”.
Detto e fatto: tra tanti, solo lui viene colpito. Cade ferito in fronte.
Or si dirà: “E il miracolo di Davide?”
È che ha mostrato al mondo la sua chiesa, ne ha seminato il campo col suo sangue. Nel fuoco, solo lui venne colpito: protesse ogni devoto coi suoi scudi. Soltanto un uomo Dio dà tali frutti.

(da: Storia di David Lazzaretti profeta d’Arcidosso, composta da Angelo Pii, apostolo e seguace di David Lazzaretti e delle sue dottrine).

Lazzaretti, preso di mira, come eretico e sovversivo. La Curia vaticana lo scomunica, la Polizia sabauda gli spara. Finisce in formalina nel Museo, Sezione Delinquenti Religiosi.
Il popolo ignorante lo fa santo: Santo David, profeta di Arcidosso...


SERVIZI
Comune
Musei
Negozi
Impianti Sportivi
Indirizzi Utili
COMMUNITY
Amici
Guestbook
Forum
Chat
INFO & CONTATTI
Links
Staff
Contattaci


Copyright © Vallerona On Line, il primo sito del Comune di Roccalbegna - 2001/2009 - All Rights Reserved by Gianluca Grazioli
Informativa sui cookies - Privacy Policy